La Cassazione Civile, sez. III, con la sentenza del 19/01/2016 n° 768 fa valere la regola civilistica dell’accertamento del nesso causale (“più probabile che non”) che tuttavia va verificata nell’ambito degli elementi disponibili nel caso concreto (“individuazione del cd. punto zero, chiarezza della sintomatologia, ritardo nell’iter diagnostico e nel conseguente intervento chirurgico”).
Lamenta la struttura sanitaria, proponendo ricorso per Cassazione, che non sarebbe stato possibile affermare che l’opera dei medici, se fosse stata correttamente e prontamente eseguita, avrebbe avuto serie e apprezzabili probabilità di successo
Nella sentenza in oggetto la Cassazione afferma, invece, la responsabilità dell’Ospedale per “intervento tardivo”, laddove un intervento tempestivo avrebbe garantito maggiori probabilità di pervenire ad una guarigione, con ciò allineandosi alle valutazioni del Ctu secondo cui «pur evidenziando l’impossibilità di accertare con esattezza le probabilità di guarigione ove l’intervento chirurgico fosse stato tempestivo», aveva altresì evidenziato che nella fattispecie, in caso di intervento tempestivo entro le 24 h. dal c.d. punto zero, vale a dire l’inizio della sintomatologia sussisteva una «elevata probabilità di pervenire ad una guarigione totale, del tutto esente da postumi».